Susumaniello

Storia

Il Susumaniello è coltivato da moltissimi anni nelle province di Brindisi, Lecce e nella parte meridionale di quella di Bari, anche se con ogni probabilità le sue origini sono dalmate. L’etimologia del nome, così particolare, dovrebbe ricondurre alla principale caratteristica del vitigno, quella di essere molto produttivo, tanto da “caricarsi come un somarello”. Ciò sarebbe confermato da alcuni sinonimi usati per descriverlo: Somarello Nero, Susomaniello e Susumariello Nero. Questa qualità è presente soprattutto nei primi dieci anni di vita della pianta, che nel tempo tende a diminuire notevolmente la produttività.

Diffusione

Seppur utilizzato esclusivamente per la produzione di vini, non è quasi mai vinificato in purezza, ma piuttosto mescolato con altre uve locali. Si può coltivare in tutte le province pugliesi con l’esclusione di quella di Foggia, ma le aree di maggiore diffusione rimangono le zone di Otranto e di Ostuni. 



La pianta

Il grappolo è di media grandezza, piramidale, sovente composto, allungato, compatto. Anche l’acino ha dimensioni che rientrano nella norma ed è sferoidale. La buccia è molto pruinosa, di medio spessore, poco consistente e di un intenso colore blu. Le uve sono vendemmiate di solito fra la seconda metà di settembre e i primi giorni di ottobre.

Caratteristiche del vino

Questa varietà dà vita a un prodotto dal colore assai intenso e cupo, caratterizzato da un’acidità molto pronunciata, dal gusto asciutto e abbastanza austero.

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